La Storia delle Ere

Le terre di Ancestral hanno visto il susseguirsi di 5 differenti ere oltre a eventi di grande importanza. Qui troverete tutto quello che c'e' da sapere, in attesa che i diari di Nym vengano recuperati o che gli studiosi scoprano come gli eventi accaddero nel dettaglio...

Età dell'Arcano

La Storia dei Tempi inizia in un'era in cui la magia, fede e la spada dominavano fra le Terre di Ancestral, secoli incivilizzati e popolati da eroi che sfidavano il Destino per l'Onore, per il Dominio e per il Potere, incuranti delle conseguenze delle loro azioni e favoriti dai rispettivi Dei che concedevano loro conoscenze ineguagliabili per le altre genti. Durante questi eoni, chiamati Età dell'Arcano, nelle Terre vi erano tre razze.
Se queste progenie siano state create l'una diversa dall'altra, o se discendano invece da un'unico padre ed un'unica madre per poi divergere in qualche punto del Tempo, è una questione che trova risposte diverse in ogni razza; facendo cosi' diventare la Storia, Mito ed il Mito, Realtà.
Di queste tre razze, gli elfi furono quelli che si dimostrarono più fedeli al Pantheon della Luce, venerando la Vita e proteggendola, mentre gli orchi furono sedotti dal Pantheon Oscuro, che li rese schiavi con i suoi doni e li privo' del libero arbitrio e dell'intelletto, facendo decadere e corrompendo anche la loro bellezza che si narra rivaleggiasse con quella elfica. L'ultima razza era quella degli umani che possedeva minori qualità fisiche, una vita più breve e tormentata da profonde emozioni e sentimenti, compensati da una enorme potenzialità di compiere sia il Bene che il Male, ed un istinto di migliorarsi e di indipendenza che sarebbe stato alla base di ogni evento storico di Ancestral. Le lotte durante l'Età dell'Arcano impiegarono poteri tali che perfino gli Dei ne furono coinvolti, e esse travolsero ogni cosa. Le Terre mutarono aspetto, le Razze furono quasi sterminate e gli Dei, senza fedeli che invocassero il loro nome, caddero nel Torpore: la Storia divenne Mito e la Tavola del Passato venne ripulita da ciò che era stato. L'Età dell'Arcano ebbe fine.

Era del Sapere

Delle tre razze, gli umani erano i soli ad avere capacita' di adattamento tali da poter sopperire alla Caduta degli Dei, e mentre gli elfi e gli orchi scomparvero fino a popolare solo le leggende una nuova era prese il sopravvento: l'Era del Sapere.
Dominatori incontrastati delle Terre, liberati dal giogo degli Dei che li vincolava in una condotta di vita inadeguata alla loro natura, gli umani svilupparono studi e scienze sempre più complessi, protendendosi tra i secoli nella loro sfida contro s&eacuta; stessi cercando di dare risposte a quesiti nati in una era che ormai apparteneva solo alle leggende.
Ricrearono la vita, cercarono di scoprire nuovi mondi e tentarono di colmare il vuoto che si era creato col Torpore degli Dei con nuove religioni; ma ciò che decretò un nuovo inizio, fu che scoprirono di nuovo come dare la morte.
Attraverso gli studi, che chiamavano tecnologia, ricrearono forze simili a quelli dell'Età dell'Arcano, mostri di metallo che ruggivano fuoco, draghi d'acciaio che gettavano morte dalle loro ali. E di nuovo il mondo ebbe fine. Di nuovo le Terre furono sconvolte dai poteri liberati e di nuovo i mortali furono artefici della loro stessa rovina.
Come un pendolo che oscilla, il Tempo mutò di nuovo, l'Età del Sapere era giunta al termine ed il mondo entrava in una nuova Età che affondava le sue conoscenze nell'Arcano: l'Età dei Nuovi Mortali.

Età dei Nuovi Mortali

Gli Dei si destarono dal loro Torpore, gli orchi e gli elfi riconquistarono le Terre e tra loro apparvero nuove razze, nani, troll, minotauri e molte altre ancora, ben presto ogni traccia di ciò che era stato sparì nei meandri del Tempo, la tecnologia che per migliaia di anni aveva dominato le Terre venne dimenticata, là dove c'erano mostri di metallo fiorirono scuole di magia, dove gli uomini cercavano di ricreare la vita nacquero accademie d'arti e le rovine dell'Età del Sapere divennero sempre più rare fino a sparire a poco a poco, inghiottite nelle leggende così come chi le aveva costruite veniva ormai ricordato solo col nome di 'Tecnarca'.
Il Tempo della Storia, oramai, è vicino a quello attuale difatti ora Ancestral vive nel culmine dell'Età dei Nuovi Mortali, che si è dimostrata prospera e carica di doni.
Solo un evento segna le pagine del Libro di Nym dalla fine dell'Età del Sapere al Tempo attuale, l'Ultima Battaglia delle Razze. Spinti dagli Dei delle Tenebre, le razze che popolavano la parte meridionale delle Terre si riunirono in un enorme esercito, e gli Dei del Male piegarono al loro volere anche quelle che vengono chiamate le Razze Libere - i centauri, i troll ed i minotauri - che dichiararono guerra ai popoli elfici, umani e naneschi. Tutto sembrava presagire la fine di questa Era, nuovamente vevivano liberati enormi poteri magici, e ricomparve una delle tre Armi Leggendarie. Vessilli dell'Età dell'Arcano, questi oggetti erano imbevuti del potere degli Dei stessi e furono le principali artefici della distruzione che condusse all'Era del Sapere.
Ricomparve la Lancia del Sole Morente, l'oggetto che Lyllith creò con una goccia del suo sangue, e veniva brandita dall'orco Shundrun a cavallo della grande Bestia, il drago a cinque teste, e con quella martoriò il mondo e condusse il suo esercito verso le Terre del Nord come una scia di sangue. Il popolo dei nani e quello umano furono compatti nell'affrontare l'avanzata del nemico, e Luthan che aveva creato i nani proprio dagli umani perche' potessero meglio asservire ai suoi scopi, rievocò dal passato la seconda delle Armi Leggendarie, l'Ascia della Luna Evanescente.

Lo Scisma Elfico

Gli elfi non entrarono immediatamente nell'Ultima Battaglia delle Razze, poiche' molti tra loro erano timorosi delle perdite che avrebbero subito e della perdita del mondo che tanto amavano, preferivano rifugiarsi nelle loro foreste a fuggire dalla lotta sperando che l'eserci- to delle Tenebre non li raggiungesse, lasciando a morire i nani e gli umani in una lotta impari. Venne pero' una giovane elfa, la cui bel- lezza era tale che le stelle impallidivano e si spegnevano in confronto alla luce dei suoi occhi, e apostrofo' il proprio popolo con parole che mai un'elfa avrebbe osato dire agli anziani, disse:

"Siete forse intrisi di vino a tal punto da dimenticare che il mondo non e' limitato a queste sole foreste? Siete forse cosi' ignoranti nel non sapere cosa sta accadendo al di fuori di qui? O forse siete ciechi, o volete essere ciechi, di fronte al pericolo, preferendo scappare e nasconder- si come cani, piuttosto che affrontare il Male che si e' riversato sulle Terre? Quello che sta accadendo nel mondo e' la cosa piu' impor- tante che mai vedremo nelle nostre vite! Potete voltare le spalle ed andarvene, scappare cercando un posto dove la mano del Male non riesca a ghermirvi oggi, ma quando quei luoghi saranno distrutti come stanno venendo distrutte le roccaforti degli umani e dei nani, quando i preti oscuri leveranno i loro coltelli per strappare il cuore alle vittime dei loro immondi riti -e quelle vittime sarete voi, i vostri figli e i vostri amici- vi maledirete per non avermi dato ascolto, per essere scappati dalle Terre, quando le Terre avevano bisogno di voi!"

Gli elfi piu' giovani la acclamarono, e presero presto ad armarsi ed a prepararsi per raggiungere il teatro della guerra: si accamparono in una foresta ad est di Elvorn, la patria elfica, che prese il nome dal la giovane elfa che li stava guidando, Kithra. La notte prima dell'Ul- tima Battaglia, un vecchio busso' alla tenda di Kithra, la luna risplendeva argentea fra i suoi capelli, creando un'aura di soprannatura- le che incuteva timore perfino nella fanciulla cosi' coraggiosa. Ed il vecchio le disse con voce velata di tristezza:

"Si, giovane signora, hai intuito il motivo della mia visita. Sono qui per darti la Morte."

... e poso' ai suoi piedi un fagotto, si volto' e scomparve come un'ombra nella notte. Nel fagotto c'era l'ultima delle tre Armi Leggendarie, la Spada della Stella Perduta, il dono di Xelander a Kithra.

Era degli Dei

L'Ultima Battaglia fu una guerra sanguinosa che si concluse in pochi minuti tali erano i poteri coinvolti, e quasi tutti quelli che vi presero parte perirono come aveva predetto il dio, compresa Kithra. Ma la consapevolezza di quanto stava per accadere, e la disponibilita' al sacrificio delle Razze, riusci' a bloccare il potere delle Armi Leggendarie, che andarono perse nella Battaglia. Le Razze uscirono indebolite dalla guerra, ma non distrutte, gli umani formarono un Impero che prese le redini delle Terre, le divisioni fra gli elfi si mantennero ed i nani ritornarono fra le loro montagne, mentre le razze che avevano servito il Male furono bandite nelle Terre del Sud e nelle isole, ma non vennero distrutte, come fu saggiamente consigliato dal primo Imperatore della citta' di Leynath. Trascorsero anni di pace e di prosperita', eoni in cui le Razze aumentarono, crebbero le conoscenze nella Magie, nelle Arti e nella Politica. Finche' un gruppo di studiosi non ritrovo' il Libro del Tutto e del Nulla, rompendo il Sigillo e dando cosi' inizio alla Battaglia Perduta.

La battaglia perduta

E la Battaglia Perduta, ebbe inizio.

Dei e mortali combattevano fianco a fianco, contro le creature del Primo Dio. Molti caddero tra i tormenti, tutti combatterono con coraggio. Krohr, il minotauro che era riuscito a conquistare nella Sala del Buio la Sacra Lancia di Luthan e che volava a dorso di Xelander, cadde colpito da un Irothu, atterrano fra i detriti e le rocce dell'Oltre. Con un ultimo gesto di coraggio, diede al paladino di Gawern, Auron, la Sacra Lancia, affinche' continuasse la battaglia. Il Primo Dio scaglio' allora le Bestie contro gli eroi, ed in molti ancora caddero. Pioveva, e pioveva sangue tante erano le forze che si stavano concentrando solo nel tentativo di far arrivare Auron e Drusilla al Primo Dio, permettere al paladino di scagliare la Sacra Lancia ed alla incantatrice di raccoglier nel Libro del Tutto e del Nulla una goccia del sangue del Primo Dio. Col coraggio nato dal puro istinto di sopravvivenza, Auron vide quella parte del Primo Dio che era legata al piano mortale, e raccolte le sue ultime forze, scaglio' la Sacra Lancia di Luthan.

Il Primo Dio era stato ferito.

Tutto si fece silenzio la Morte stessa stava attendendo l'esito delle azioni di Drusilla. Se la vampira avesse preso la goccia di sangue, il Primo Dio sarebbe stato rinchiuso di nuovo nel Libro. Se avesse fallito, le Terre sarebbero state condannate. Richiuse le pagine del Libro, il sangue fra la carta ingiallita. Tutto divenne tenebra, una tenebra fresca, accogliente per gli eroi. Una tenebra che era la benvenuta, feriti, sanguinanti, prossimi a cadere, accoglievano la Morte come una benedizione: il Libro li stava imprigionando e condannando allo stesso destino del Primo Dio. Fu allora che Dosabrat intervenne, tenutosi in disparte dalla battaglia, conservati i suoi poteri intatti, apri' un portale, in tutto e per tutto simile a quello aperto da Garet Jax, Derfel e Loktahr per raggiungere l'Oltre e gli Dei, uno spiraglio di speranza in cui tutti, mortali e dei, si lanciarono. Le Razze si divisero, l'Impero di Leynath, unica forza civilizzata degli umani fino a quel tempo si spacco', e nelle Terre nacque un nuovo Impero umano, la cui capitale fu Ledimas.
Ed inizio' l'Era del Fato.

Era del fato

Ma gli eventi dovevano ancora precipitare.
I vampiri dovevano ancora risvegliare il Demone che sarebbe stato portatore di discordia persino tra gli dei. Il seme del guardiano, custodito nell'Albero delle Stelle, era stato avvelenato da un traditore. Il puro male fu risvegliato nella Torre dell'Obelisco ed in lui confluirono le razze corrotte. L'Impero di Leynath organizza immediatamente un'alleanza coi nani, anche senza armi Leggendarie si comprende che questa guerra non sara' meno devastante. Le razze libere e molti tra i meno coraggiosi, disertori, si nascondono tra le rovine di Anur-Ian, sperando di non venire coinvolti. Ledimas non presta soccorso e le forze del bene incassano: Leynath viene cinta d'assedio. Tra gli arruolati a forza iniziano a comparire vecchi e bambini, le razze malvage organizzano l'assassinio dell'Imperatore. Xenedra comprende di non aver tempo di piangere il padre e forma un consiglio per resistere ma ormai tutto sembra essere perduto. Nym, per la prima volta nella sua immortalita', abbandona il suo ruolo di mera osservatrice. Senza razze su cui appuntare, la sua esistenza non troverebbe alcun senso. Prima che il seme del guardiano si risvegli, intercede presso Xelander affinche' la benedizione sull'Albero dissolva. Al calar del vespro del sesto giorno d'assedio, una fanciulla dai delicati tratti elfici sogna un paese distrutto, sconquassato da due demoni. Senza comprenderne il motivo, senza sapere come, attraverso un passaggio nel cimitero di Leynath scavalca le linee nemiche e incendia l'albero sacro.

Le fiamme indicano la conclusione dell'Era del Fato...

La scomparsa degli Dei

L'intervento di Nym celebra il disastro. Le forze in campo vedono la discesa delle divinita' a supportare i propri fedeli e le Terre non sono in grado di sopportarne il peso. Dopo un centenario di sconvolgimenti e battaglie, per timore che l'Oscurita' potesse avvolgere ogni cosa, sei tra loro assunsero un nuovo ruolo: si fecero garanti degli stati dell'essere. Daighir della Vita, scandita dai ritmi naturali; Nechysto della Morte, naturale anch'essa; Etherya del Tempo che scandisce il destino; Gawern dell'Ordine che integra nell'Equilibrio di Nym il Caos governato da Dosabrat. Queste nuove entita' elevarono dodici mortali al rango di Signori dando loro il compito di controllare le vicende mortali affinchè non si ripetessero sconvolgimenti simili a questo. Era tempo che la Guerra Divina giungesse al termine. Con l'inganno, il Demone e le divinita' ancora in gioco furono attirate al Mausoleo del Tempo e li', le sei entità supreme e i dodici Signori ne sigillarono l'essenza. Anthyan assunse il duplice ruolo di guardiano del Tempo e degli antichi dei. Le razze ignobili, private della loro guida, si ritirarono nel luogo dove questa li aveva chiamati in buona parte, profettizzandone un giorno il ritorno.

200 interminabili anni furono necessari per ricostruire ciò che stava per andare perso.